Sto leggendo "Marina Bellezza" di Silvia Avallone, ed il sentimento che provo è simile allo sbuffare di un bambino di fronte ai compiti pomeridiani quando fuori c'è il sole.
Forse sto facendo l'errore della lettrice troppo navigata (o forse presuntuosa) che dopo poche pagine liquida un romanzo senza troppi sconti. Ma oramai, lo sento a fiuto quando un libro non va. Almeno per me, ovvio, magari ad altri è piaciuto. Ma a me proprio no. Ed è un peccato, perchè "Acciaio" era stato bello. Un po' immaturo, forse, una scrittura acerba che doveva ancora raffinarsi, ma aveva tutte le premesse per farmi credere che ne avrebbe fatta di strada. E invece la Avallone si brucia già al secondo libro.
Un libro che sembra scritto di fretta, con l'occhio alle scadenze editoriali da rispettare, senza nemmeno avere troppo chiaro di cosa si voleva raccontare. Due protagonisti che sembrano caricaturali e poco verosimili, un intreccio che si dipana sbandando senza orientamento. Peccato, davvero, perchè Acciaio era stato schietto, sincero, appassionato e vero. Aveva raccontato di un'Italia che c'è, che esiste davvero, che è quella che si raduna intorno al tavolo alla sera davanti al telegiornale. Aveva raccontato di come siamo stati noi, una generazione fa. Di come ci siamo sentiti.
Questo ha il sapore del romanzo senza trama che riempie pagine senza voler dire nulla. Spero di ricredermi alla fine del libro, ma non ci credo troppo.
E questa non è la prima volta. Troppo spesso corro in libreria, entusiasta di qualche autore appena scoperto, galvanizzata dai libri già letti e impaziente di leggere il nuovo. Che invece si rivela una vera e propria delusione. Penso alla Troisi, che dopo aver scritto due saghe appassionate e appassionanti (frutto probabilmente di anni di elaborazione e di progettazione) si precipita poco dopo a scrivere una roba di cui non sono riuscita ad andare oltre il primo libro (mi riferisco alla saga della Ragazza Drago).
O ai tanti altri che come lei, sembrano dover rispettare le clausole contrattuali con la casa editoriale più che dover esprimere il loro talento.
Per fortuna ci sono anche buoni esempi. Come Paolo Giordano, il cui secondo libro supera ampiamente il primo: "Il corpo umano" è un capolavoro, davvero, leggetelo se non lo avete fatto.
O la Mazzucco, che non mi delude mai. Una delle poche che scrive una cosa bella dietro l'altra; che per pubblicare il libro successivo ci mette magari 3 anni, ma alla fine lo sai che ne sarà valsa la pena. L'ultimo che ho letto "Limbo", è una delle cose più belle che questa estate mi ha portato. Una di quelle cose che vorreste condividere con tutti, che vi riempiono di meravigliato stupore, e che vi convincono che, se ancora si possono scoprire cose così belle al mondo, allora c'è ancora speranza. Buoni libri a tutti.
giovedì 3 ottobre 2013
sabato 28 settembre 2013
Pronti, partenza...via!
Questo blog comincia oggi. Per prima cosa sono andata a leggere da cosa deriva la parola "blog", ed ho scoperto che è l'abbreviativo di "web-log". Bene, è confortante sapere che i neologismi non nascono proprio dal nulla, e che le nuove parole hanno un loro perché.
Detto questo, direi che ci siamo, possiamo cominciare. MI sono chiesta per anni cosa spingesse le persone a parlare dei fatti propri in pubblico, e cosa spingesse il pubblico a farsi i fatti di qualcunaltro. Ho pensato a lungo se fosse davvero il caso di lanciarsi in questa avventura, perchè a qualcuno dovrebbe interessare di leggere quel che penso io?
Ma alla fine mi sono detta perchè no. Del resto ormai tengono un blog cani e porci, potrò ben farlo io!
Ed io ho tre ottimi motivi per farlo:
1) mi piace scrivere,
2) sono mediamente interessante,
3) e so usare un congiuntivo e quando mettere o meno un accento su Su e Se...roba non da poco.
Di cosa si parlerà qui dentro? Di tutto un po'. Di "Un giorno in più", appunto, un giorno in più che ogni volta porta qualcosa di nuovo, insegna qualcosa, lascia un pensiero su cui riflettere, un'avventura da ricordare, un piccolo piacere che rende più dolce la vita.
Credo si parlerà di hobbies, sicuramente dei miei; probabilmente si commenteranno libri, magari si pubblicherà qualche foto. Si discuteranno temi di interesse generale: ecologia, sviluppo, benessere.
Si cercherà di recuperare il tempo, di ritrovare spazio per sè. Mi inventerò ritagli di spazi dove tornare a fermarsi, a riflettere, a prendere una tazza di tè virtuale e a fare quattro chiacchiere, a chiedersi i perchè o a smettere di chiederseli, a respirare la vita invece dello smog, a coltivare bellezza nell'anima e anche fuori. Forse, ma questo solo nei giorni in cui sarà particolarmente inc...ops, indignata, si parlerà di politica e del degrado in cui versa questo nostro paese. Ma cercherò di evitarlo, ve lo prometto. Qua dentro si deve stare bene.
Detto questo, direi che ci siamo, possiamo cominciare. MI sono chiesta per anni cosa spingesse le persone a parlare dei fatti propri in pubblico, e cosa spingesse il pubblico a farsi i fatti di qualcunaltro. Ho pensato a lungo se fosse davvero il caso di lanciarsi in questa avventura, perchè a qualcuno dovrebbe interessare di leggere quel che penso io?
Ma alla fine mi sono detta perchè no. Del resto ormai tengono un blog cani e porci, potrò ben farlo io!
Ed io ho tre ottimi motivi per farlo:
1) mi piace scrivere,
2) sono mediamente interessante,
3) e so usare un congiuntivo e quando mettere o meno un accento su Su e Se...roba non da poco.
Di cosa si parlerà qui dentro? Di tutto un po'. Di "Un giorno in più", appunto, un giorno in più che ogni volta porta qualcosa di nuovo, insegna qualcosa, lascia un pensiero su cui riflettere, un'avventura da ricordare, un piccolo piacere che rende più dolce la vita.
Credo si parlerà di hobbies, sicuramente dei miei; probabilmente si commenteranno libri, magari si pubblicherà qualche foto. Si discuteranno temi di interesse generale: ecologia, sviluppo, benessere.
Si cercherà di recuperare il tempo, di ritrovare spazio per sè. Mi inventerò ritagli di spazi dove tornare a fermarsi, a riflettere, a prendere una tazza di tè virtuale e a fare quattro chiacchiere, a chiedersi i perchè o a smettere di chiederseli, a respirare la vita invece dello smog, a coltivare bellezza nell'anima e anche fuori. Forse, ma questo solo nei giorni in cui sarà particolarmente inc...ops, indignata, si parlerà di politica e del degrado in cui versa questo nostro paese. Ma cercherò di evitarlo, ve lo prometto. Qua dentro si deve stare bene.
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